Piante medicinali

ALLORO

Laurus nobilis L. – Lauraceae

DESCRIZIONE

L’alloro, Laurus nobilis L.  appartiene alla famiglia delle Lauraceae e comprende piante originarie dell’Asia minore, introdotte nel bacino del Mediterraneo in tempi antichissimi.

E’ una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina. L’Alloro o Lauro è una pianta perenne a portamento arbustivo e può assumere la forma di un cespuglio o di un albero tanto che se trova le condizioni ideali può raggiungere anche i 10-12 m di altezza.

Il tronco è normalmente liscio con corteccia nerastra con rami sottili e

molto fitti. Le foglie di alloro, portate da un corto picciolo, sono lanceolate, coriacee, di un bel verde scuro con i bordi ondulati e con la pagina superiore lucida mentre quella inferiore è di un verde-giallo tenue ed opaco. Sono ricche di ghiandole resinose che le conferiscono il caratteristico aroma. I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo o in cime ascellari e sbocciano all’inizio della primavera.

L’alloro è una pianta dioica, vale a dire che ha sulla stessa pianta sia fiori maschili che portano gli stami, che fiori femminili che portano gli organi riproduttivi femminili (e stami sterili) preposti alla formazione del frutto, previa impollinazione da parte dei fiori maschili. Il frutto dell’alloro è una bacca, simile ad una piccola oliva che diviene nero-bluastra con la maturazione. Le bacche contengono un solo seme e maturano nei mesi di ottobre e novembre e sono molto aromatiche.

PROPRIETA’

L’alloro è una pianta ricca di olii essenziali sia nelle foglie (dall’1 al 3%) che nelle bacche (dall’1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene.

Vengono riconosciute alla pianta di alloro numerose capacità terapeutiche grazie ai suoi oli essenziali: cura i reumatismi e gli strappi muscolari, ha capacità rilassanti, attenua la sudorazione, ha proprietà espettoranti e digestive.

Le foglie di alloro hanno proprietà antipiretiche.

Per molto tempo il Lauro è stato usato come rimedio contro la peste.

Dell’alloro si utilizzano le foglie prive del picciolo che possono essere raccolte durante tutto l’anno. Occorre tenere presente che più sono giovani più è alto il loro contenuto in principi attivi. Le foglie si fanno essiccare al sole.Le bacche raccolte in autunno si fanno essiccare in un luogo buio. 

COME SI UTILIZZA

L’infuso di foglie di alloro aiuta la digestione soprattutto per chi ha problemi di fermentazione, aiuta nei  casi di inappetenza e combatte i dolori dello stomaco. 

Il decotto si usa per il raffreddore e i reumatismi.

Per i reumatismi, le distorsioni e le slogature si usano anche le frizioni con gli oli essenziali.

Qualche goccia di olio di alloro ed una manciata di foglie nell’acqua consente di ottenere un bagno profumato e rivitalizzante.

CURIOSITA’

Era sacro a Romani e Greci, che lo consideravano l’albero del dio Apollo; da sempre è simbolo di gloria

 

AGLIO

Allium sativum – Liliaceae

DESCRIZIONE

L’aglio, il cui nome scientifico è Allium sativum L., appartiene alla famiglia delle Liliaceae (secondo alcuni botanici a quella delle Amarillidaceae) ed è originario dell’Asia centrale.

E’ una pianta erbacea, perenne (ma viene coltivata come annuale), bulbosa, ed è coltivata praticamente in tutto il mondo. 

L’aglio è provvisto di numerose radici cordiformi, superficiali. Le foglie dell’aglio sono basali, avvolgenti il fusto. I fiori, quando si formano, sono portati da degli steli fiorali alt i dai 40 agli 80 cm che portano alla sommità una infiorescenza ad ombrella. I fiori sono piccoli portati da dei corti peduncoli, sono bianchi tendenti al rosso-rosa e spesso non si aprono ed aborbiscono ancora in bocciolo. I semi, si formano molto raramente.

La parte che noi utilizziamo dell’aglio è il bulbo (o capo o testa) racchiuso da una una decine di foglie.  Ogni bulbo contiene da 6 a 14 bulbilli o spicchi stretti fra loro e ricoperti da scaglie menbranose. 

PROPRIETA’

L’aglio è costituito da numerosi componenti solforati tra i quali il più importante è il bisolfuro di Allile.

Dal distillato in corrente di vapore è stata isolata una sostanza, l’Allicina (è un tiosulfonato)  che è responsabile del tipico odore dell’aglio.

L’allicina si  crea quando i bulbilli vengono schiacciati o tagliati e si forma in seguito alla reazione dell’alliina (solfossido della cisteina) che interagisce con l’enzima alliinasi dando diversi prodotti tra i quali l’allicina è il maggior rappresentante (circa il 70%)  con spiccate proprietà battericide.

L’aglio contiene inoltre una buona scorta di proteine, un’elevata quantità di potassio, enzimi, Vitamine A, B1, B2, PP, C, sali minerali e oligoelementi.

Le proprietà dell’aglio sono numerose e possono essere così riassunte: azione ipotensiva e cardiovascolare stimolando il cuore e facilitando la circolazione, espettorante, antisettico, antibiotico, antimalarico, antinicotinico, ipoglicemizzante (per migliorare le condizioni dei diabetici).

E’ il più potente battericida naturale che si conosca. 

Dell’aglio si utilizzano i bulbi.La raccolta dell’aglio si effettua quando le foglie sono quasi completamente secche estirpando la pianta e lasciandola nel terreno ad essicare per circa una settimana. Dopo di che possono essere utilizzate normalmente dopo avere ripulito i bulbi delle tuniche esterne, delle foglie e delle radici. Molto spesso i bulbi di aglio si riuniscono in mazzi intrecciando le foglie in modo da formare le caratteristiche trecce.Se l’ambiente è ben secco si possono conservare anche per 6-7 mesi 

COME SI UTILIZZA

Dell’aglio si utilizzano i bulbi  nel cibo ed anche come infuso o decotto per i dolori reumatici, i vermi intestinali, la febbre, la pressione alta ed i catarri bronchiali. Esternamente viene utilizzato tritato per le nevralgie  oppure come cataplasma per combattere le verruche ed i calli. L’estratto di aglio è molto usato nell’industria farmaceutica per la preparazione di prodotti per combattere la pressione alta.  L’uso in cucina dell’aglio è noto. In tutti i paesi del mondo viene usata questa straordinaria pianta per aromatizzare una gran parte di alimenti.

CURIOSITA’

L’aglio è conosciuto fin dai tempi più antichi e la prima citazione finora nota dell’aglio è stata trovata nel Codex Ebers, un papiro egiziano datato 1550 a.C. dove vengono citati diversi medicamenti da realizzare con l’aglio per combattere le punture di insetti, il mal di testa ed i dolori in genere.

AVVERTENZE

L’aglio non è indicato per chi soffre di pressione bassa, di dermatosi, per chi ha problemi intestinali e allo stomaco ed ai malati di fegato.

ASFODELO FISTOLOSO

Asphodelus fistulosus L. – Liliaceae

DESCRIZIONE

Pianta scapolosa bienne o perenne, alta 3-5 dm. Radici formanti un denso fascetto; fusti eretti, glauchi, ramose con poche squame membranose lineari di 10-16 mm. Foglie larghe 1-5 mm. Infiorescenza a pannocchia, peduncoli articolati  verso la metà; tepali bianchi di 12-16 mm. Frutto: capsula sub sferica di diametro 5-7 mm.

Cresce nei pascoli e negli incolti aridi.

Fiorisce da marzo a maggio.

PROPRIETA’

I tuberi contengono molto amido. La droga data dai tuberi è considerata antispasmodica e diuretica.

COME SI UTILIZZA

L’asfodelo ha una lunga e tradizionale applicazione cosmetica e topica come emolliente, rinfrescante e decongestionante della cute irritata dagli agenti atmosferici e specialmente dal sole, infatti con esso si fanno infusi utili al lavaggio della pelle irritata. Con i tuberi invece si preparano decotti utili per il mal di pancia e per depurare le vie urinarie.

CURIOSITA’

La presenza degli asfodeli, tipica delle garighe, indica il grado di degradazione dell’ambiente. Gli asfodeli sono tipici di zone prive di copertura arborea e di sufficiente strato del terreno.

ASPARAGO PUNGENTE

Asparagus acutifolius L. – Liliaceae

DESCRIZIONE

Pianta perenne, formante cespugli pungenti, che si sviluppano da rizomi sotterranei striscianti, legnosa a maturità ma con fusti giovani che si sviluppano in altezza diventando simili a liane che si abbarbicano alle piante vicine, questi giovani fusti si chiamano turioni e sono commestibili, spuntano alla fine dell’inverno fino a primavera inoltrata.
Le foglie sono le squame presenti nel fusto principale e ben visibili nei turioni; i cladodi (o cladofilli) sono invece dei veri e propri rami, modificati in modo da poter svolgere la fotosintesi, che diversamente non viene svolta dalle foglie. Questi rami modificati sono costituiti da strutture piccole, aghiformi con punta acuminata, riunite in mazzetti.
I fiori sono dioici (fiori maschili e femminili portati da piante diverse) e sono di colore giallastro, piccoli e di cattivo odore, da quelli femminili si formeranno i frutti.
Sono piccole bacche tonde di colore verde, che diventano neratre a maturità, e sono tossiche.

Cresce nelle macchie, leccete, boschi caducifogli e siepi.

La pianta fiorisce fra Agosto – Settembre     

PROPRIETA’

L’asparago è ricco di vitamina A, B1, B2, C, sali di potassio, aminoacidi come arginina e tirosina, acido succinico, asparagina che è un mono-ammide dell’acido aspartico.

COME SI UTILIZZA

Con i germogli si fanno decotti a scopo diuretico e sfiammante. L’asparago, lavato e mangiato crudo è sia lassativo che diuretico.

CURIOSITA’

L’assunzione di asparagi selvatici porta con se una sgradevole conseguenza non a tutti nota, i reni eliminano una sostanza conosciuta come metilcaptano che presenta un forte e fetido odore, talmente penetrante da lasciare del tutto imbarazzato e sbalordito persino l’ignaro consumatore, quando dopo alcune ore dal pasto svuota la vescica dalle urine.

AVVERTENZE

Le preparazioni a base di asparago sono tuttavia sconsigliabili a chi soffre di infiammazioni renali.

 

 AVENA, BIADA

Avena sativa L. – Graminaceae

DESCRIZIONE

L’avena presenta il tipico fusto erbaceo delle graminacee, detto culmo, cavo e sottile e suddiviso in diversi internodi. Le foglie sono sottili e allungate, a nervature parallele, avvolte a guaina intorno al culmo in modo da ricoprire un intero internodo ciascuna. Dai fiori, riuniti a gruppi di 2 o 3 in infiorescenze lasse a spighette, si sviluppano le cariossidi, vale a dire frutti secchi e indeiscenti, ricchi di amido. Le glumette, le brattee che avvolgono le cariossidi, si prolungano in due caratteristiche ariste sottili.

PROPRIETA’

Ricca di sostanze fosforate e proteiche, è nutriente, ricostituente, emolliente e rinfrescante.

COME SI UTILIZZA

Nell’alimentazione quotidiana fornisce un buon apporto calorico e vitaminico; ricca di crusca, è un ottimo aiuto per l’intestino, di cui agevola le funzioni. Decotto e infuso in caso di tosse, stitichezza, debilitazione, nefriti, anemia ed emorroidi; la farina per i bambini, puerpere, diabetici e quanti soffrono di disfunzioni digestive; cataplasmi contro i dolori. Il decotto aggiunto all’acqua del bagno ha azione emolliente e rinfrescante.

CURIOSITA’

Pur rientrando nel gruppo dei cereali-base (insieme con frumento, segale ed orzo) coltivati a scopo alimentare, in passato l’uomo ha preferito spesso tralasciarne il consumo destinandola quasi esclusivamente all’alimentazione animale.

BORRAGINE

Borago officinalis L. – Boraginaceae

DESCRIZIONE

La pianta è originaria dell’area mediterranea, dove cresce tuttora in forma spontanea. Viene coltivato in tutte le regioni temperate del globo. Il nome deriva dal latino “borra” (tessuto di lana ruvida), per la peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare dall’arabo abu araq (= padre del sudore), attraverso il latino medievale borrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta. Pianta perpetua, può raggiungere l’altezza di 1 metro. Ha foglie verdi-scure lunghe 10-15 cm che presentano una ruvida peluria. I fiori presentano cinque petali, disposti a stella, di colore blu-viola ed al centro sono visibili le antere derivanti dall’unione dei 5 stami. I fiori sono penduli in piena fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli. Le foglie ovali ellittiche con lungo picciolo. I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni.Il momento migliore per la raccolta di foglie e fiori è il mese di giugno, quando le proprietà balsamiche sono all’apice, ma le foglie possono essere raccolte in ogni periodo, a seconda della necessità, già due mesi dopo la semina. Le foglie e i fiori possono venire esseccate all’ombra.

 PROPRIETA’

 Per la presenza di mucillagine è emolliente e antiflogistica, oltre che decongestionante, tonica, diuretica.

 COME SI UTILIZZA

 Decotto e infuso aiutano a combattere le malattie dell’apparato respiratorio, agevolano la sudorazione e quindi l’abbassamento della febbre; risciacqui con l’infuso in casi di infiammazioni della bocca, mentre, a uso cosmetico l’infuso aggiunto all’acqua del bagno, decongesiona e pulisce la pelle.

 AVVERTENZE

 Filtrare sempre accuratamente i preparati a base di borragine per eliminare i peli. Evitarne il consumo prolungato.

 

BORSA DEL PASTORE

Capsella bursa-pastoris L. – Cruciferae

DESCRIZIONE

Piccola erbacea annuale con radice stretta e fittonosa e fusto eretto (40 cm), esile, con brevi ramificazioni. Le foglie basali formano una rosetta e possono presentare un lembo alquanto inciso, quelle cauline sono sessili e lanceolate. I fiori sono piccoli e bianchi, raccolti in un corimbo apicale; compaiono da primavera a fine estate. Il frutto è una piccola siliqua di forma triangolare simile ad un cuore. E’ una delle più comuni infestanti dei prati, si rinviene un po’ dappertutto dalla pianura alla montagna: lungo i muri, negli incolti, sui sentieri, tra i coltivi.

La parte aerea (non le radici) colta durante tutto l’arco dell’anno, benchè il periodo migliore si appena prima della fioritura. Si utilizza fresca o essiccata.

PROPRIETA’

Essa contiene acido malico, fumarico, tartarico, citrico, olio etereo, tannini, glucosidi, tracce di alcaloidi, saponine, amido, sostanze grasse e coloranti. Viene usata come emostatica, astringente, ipotensiva, diuretica ed emmenagoghe.

COME SI UTILIZZA

L’infuso e la tintura sono utili in caso di mestruazioni abbondanti, metrorragie, varici, cistite, emorroidi e diarrea; sempre con l’infuso si possono fare lavande per la leucorrea; impacchi delle foglie della rosetta basale finemente tritate aiutano la cicatrizzazione di piccole ferite. Poiché non ha un sapore molto gradevole, in cucina viene preparata con altre verdure.

CURIOSITA’

Nell’Herbario settecentesco di Castore Durante sono descritte le sue qualità terapeutiche. “Infiammata iuvat stringit, refrigerat” ( giova alla cura delle infiammazioni, stringe i vasi e rinfresca). “Ad dysenteriam bibitur decoctio” ( per curare la dissenteria bere il decotto). “Atque cruenta” ( altrettanto si fa per le perdite di sangue). “Recens illataque vulnera succus glutinat” ( il succo chiude le ferite).
Infusus sanguinis effluxus, undantia menstrua sistit” ( l’infuso ferma le perdite di sangue e le mestruazioni eccessive). “Calceus hanc habeat, nudis pedibusque praematur ictericas facies ea sic aurigine mundat” (messa nei calzari e premuta coi piedi nudi, libera il viso dal colore dorato dell’ittero, ovvero giova alle malattie del fegato).

AVVERTENZE

Controindicata per chi soffre di bassa pressione arteriosa; le dosi vanno scrupolosamente rispettate e si consiglia la somministrazione sotto controllo medico in caso di emorragie di una certa entità.

 

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