NOTIZIE SOSTENIBILI

Turismo: la Regione Puglia aderisce alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette

La Regione Puglia aderisce alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette. È il risultato di un Protocollo d’Intesa siglato ieri mattina, 28 gennaio 2010, a Bari, nell’ambito di Mediterre 2010, nel corso del convegno “Turismo e sostenibilità i parchi come prodotto”, che ha aperto la seconda giornata della manifestazione.
A firmare il documento l’Assessore al Turismo della Regione Puglia, Magda Terrevoli, l’Assessore all’Ecologia, Onofrio Introna e il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri.
A testimonianza dell’interesse per il tema del turismo sostenibile, all’incontro di oggi hanno partecipato i rappresentanti di categoria degli operatori turistici, esponenti del Ministero del Turismo spagnolo, direttori di numerosi parchi e aree protette su tutto il territorio nazionale.
La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS) è uno strumento metodologico ed una certificazione che permette una piena valorizzazione, anche ai fini turistici, delle aree protette.

“Il turismo sostenibile” spiega l’Assessore Introna “è un tema importante per il nostro paese particolarmente ricco di Parchi regionali, provinciali e comunali e Aree protette, che rappresentano più del 10% del territorio nazionale”. “Il patrimonio naturale italiano” continua Introna “è sempre più apprezzato dai turisti stranieri, dalle famiglie e soprattutto dai bambini. Data l’importanza di questa ricchezza si stanno sviluppando nuove strutture e incrementando, da parte delle amministrazioni locali, forme di tutela per salvaguardarla”.
“L’elemento centrale della Carta” afferma il Presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri “è la collaborazione tra tutte le parti interessate a sviluppare una strategia comune ed un piano d’azione per lo sviluppo turistico, sulla base di un’analisi approfondita della situazione locale. L’obiettivo è la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori”.
La CETS è coordinata da EUROPARC Federation, che, col supporto delle sezioni nazionali della federazione (come Federparchi-Europarc Italia), gestisce la procedura di conferimento della Carta alle aree protette e coordina la rete delle aree certificate. Fra gli obiettivi della Carta c’è il miglioramento della conoscenza ed il sostegno alle Aree Protette d’Europa, soggetti fondamentali del nostro patrimonio e la promozione dello sviluppo sostenibile e la gestione di un turismo nelle aree protette che tenga conto delle necessità dell’ambiente, delle comunità locali, delle attività imprenditoriali locali e dei visitatori.
In Europa, sono già 75 le aree protette in otto paesi che hanno ottenuto la Carta, mentre in Italia i parchi certificati sono, ad oggi, 7: Parco Nazionale Monti Sibillini, Parco Naturale Alpi Marittime, Parco Naturale Adamello Brenta, Parco Regionale dell’Adamello, Aree Protette delle Alpi Lepontine, Sistema di Aree Protette dell’Oltrepò Mantovano, Parco Alto Garda Bresciano

Ambiente: il 2011 è l’anno internazionale delle foreste

Sarà il Forum Onu sulle foreste, al via ieri al Palazzo di Vetro di New York, a lanciare ufficialmente il 2011 come Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta.
Viene raccolto così il testimone del 2010, Anno internazionale della biodiversità, che ha visto i 193 delegati alla decima conferenza della Convenzione Onu (Cop10) di Nagoya, assumere un grande impegno: lavorare per la protezione di almeno il 17% delle aree terrestri e il 10% delle aree degli oceani per il 2020, come parte dei nuovi target post 2010 per giungere alla salvaguardia di ecosistemi e biodiversità in tutto il mondo.
Ora i riflettori si spostano sulle foreste, che secondo le ultime stime dell’Iucn generano un valore economico diretto (in termini di cibo, carburante, medicine, energia, guadagni e occupazione), stimato in 130 miliardi di dollari l’anno, cioè l’equivalente delle riserve di oro di Francia e Svizzera.
“L’aria che respiriamo – spiega Julia Marton-Lefevre, direttore generale dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) – il cibo, l’acqua, il clima che condiziona il nostro presente e il nostro futuro, dipendono tutti dalle foreste. Il 2011 deve essere l’anno in cui il mondo riconosce la vitale importanza di foreste in salute per la vita sul Pianeta, per tutte le popolazioni e la biodiversità “.
Ma non bisogna dimenticare anche il ruolo per questi polmoni verdi come “spugne” di CO2, una funzione cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici. “Le foreste – afferma Stewart Maginnis, dell’Iucn – offrono gli strumenti più ampi, veloci ed efficaci per contenere le emissioni globali. Dimezzare i gas serra fra il 2010 e il 2020 porterebbe ad un risparmio di 3,7 migliaia di miliardi di dollari“.
“Il problema è che i governi – aggiunge Lucy Emerton, dell’Iucn – e le agenzie di donatori non considerano l’investimento in attivita’ forestali controllate a livello locale. Perdono cosi’ l’opportunità di rilanciare crescita economica, sviluppo sostenibile e riduzione della povertà”.

Musei: in Europa si ricorre agli sponsor privati per reperire fondi in favore della cultura

Arriva con grande evidenza sulle pagine del New York Times l’ultima ‘tendenza’ dell’arte e dei beni culturali in Europa: sopperire alla mancanza di fondi con sponsor privati.
Pubblicità, su musei o monumenti (Museé d’Orsay), alberghi di lusso costruiti sul terreno attiguo a palazzi storici o che ne utilizzano in parte alcune strutture (Versailles): per lungo tempo affidati ai sussidi governativi e alle donazioni private, i musei europei, compendia il giornale, hanno evitato il grosso della crisi finanziaria ma devono comunque fare i conti con l’austerity, il che impone loro di cercare nuove fonti di finanziamento.
Le strategie adottate dai vari Paesi – scrive il quotidiano di New York – sono diverse: l’Olanda – 20% di tagli alla cultura nei prossimi quattro anni – stabilirà le priorità dei finanziamenti in base al numero di visitatori: il Reina Sofia di Madrid ha ottenuto degli sconti sulle bollette in cambio di concedere uno spazio pubblicitario alle aziende interessate.
Altri, come il Louvre (il contributo statale al cui bilancio è sceso dal 75% a poco più della metà), hanno optato per la soluzione più semplice, ovvero innalzare il prezzo dei biglietti, ma sta valutando anche la possibilità di cedere in licenza lo sfruttamento del proprio nome al fabbricante di orologi svizzero Breguet

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